Questo post nasce in relazione al fatto che molti di voi hanno problemi nella gestione dello studio in maniera efficace ed efficiente….
Ragazzi!
Dunque, l’apprendimento musicale sullo strumento è il momento più delicato e complesso poichè all’interno della nostra mente si instaurano le relazioni fra i nostri neuroni che ci permetteranno di acquisire la capacità di riprodurre movimenti così specifici. Per questo motivo vi invito spesso a non leggere un pezzo nuovo in modo distratto e superficiale: gli errori che commettete in sede di apprendimento, se non corretti, rimangono incisi nella mente come in una scultura di pietra…
Come fare allora?
La prima fase dello studio -serio- avviene da soli, a tu per tu con lo spartito, senza alcun contatto con lo strumento. Che fare? Comprendere in che tonalità è scritto, quali alterazioni si presentano e dove, dopo quanto, saper solfeggiare correttamente tutto il brano; diteggiare le parti più difficili (a matita si intende, per poi perfezionarle con lo strumento sotto mano in un secondo momento). Capire quale sia la struttura complessiva del brano, suddividerla in sezioni (che serviranno per dividere lo studio in maniera adeguata).
La seconda fase implica l’utilizzo dello strumento: mani separate, 4 battute per volta, per poter gestire in modo funzionale tutte le difficoltà e i punti critici (che dovranno essere evidenziati in qualche modo per potersi concentrare esclusivamente su essi).
Per ogni errore commesso è necessario, al fine di cancellarlo dalla propria memoria, ripetere il passaggio corretto almeno tre volte. Capirete che se il numero di errori lievita perchè non siete concentrati, il tempo di studio aumenta esponenzialmente e la sua efficacia si riduce in maniera proporzionale.
Studiare quindi solo in momenti precisi della giornata, nei quali vi sentite in forma, riposati e potete dedicare 20-30 minuti di studio concentrati esclusivamente su quello che state facendo. Lo studio con altri pensieri in testa non solo non serve, ma è dannoso…
Facciamo un elenchino per punti:
1) prendo in mano il pezzo nuovo e ascolto la registrazione seguendo sullo spartito
2) segno la tonalità, le sezioni ricorrenti (importantissime perchè riducono il materiale di studio) e evidenzio con la matita i punti che mi sembrano più complessi.
3) suddivido il brano in sezioni più grandi e poi, all’interno di questo, opero un’ulteriore suddivisione
4) solfeggio le parti più difficili dal punto di vista ritmico
5) evidenzio la diteggiatura presente e controllo sullo strumento (spento, per non farsi distrarre dai suoni e dalla voglia di conquistare il nuovo pezzo) se tale diteggiatura è comoda o posso trovare un’alternativa
6) riascolto il pezzo seguendolo sullo spartito
7) studio sullo strumento (acceso) la prima microsezione a mani separate.
procedo per piccole porzioni, collegandole sempre una all’altra.
9) evito gli errori cercando la massima concentrazione: nel caso scappino note sbagliate devo FERMARMI E RIPETERE IL PASSAGGIO PER TRE VOLTE IN MODO CORRETTO. Andare avanti è il modo per autorizzare la nostra testa a ripetere quel passaggio, così come è venuto, per il resto dei vostri giorni….e non scherzo!
10) Mettere a mani unite 4 battute per volta, con molta attenzione e sempre lento. La velocità subentra senza che la cerchiate una volta che siete tecnicamente sicuri.
grazie! ho trovato le risposte ad alcune delle mie domande mi sono ritrovato a dover studiare di nuovo dopo anni ma la mia menta sembra intorpidita eppure mi piacerebbe davvero imparare a suonare la fisarmonica .
Commento di elia pisciotta — 31 Agosto 2008 @ 8:17 am